Metatarsalgia

Il termine “metatarsalgia” significa “dolore ai metatarsi”. I metatarsi sono le cinque ossa lunghe che collegano la mediotarsica alle cinque dita. Essi sono costituiti da una base che si articola con le ossa tarsali, da una diafisi e da una testa che si articola con le dita. La testa metatarsale, sulla superficie plantare, è ricoperta da un cuscinetto adiposo che permette l’appoggio al terreno: infatti le teste metatarsali, insieme al calcagno, sono tra le strutture del piede su cui si distribuisce la maggior parte del carico corporeo. Il primo metatarso è il più grosso, ed è quello che assorbe la maggior parte del carico. Il secondo metatarso è più sottile, ma è lungo ed è il più inclinato in basso, e pertanto ha anch’esso un’importante funzione di carico. Quarto e quinto metatarso sono invece meno importanti dal punto di vista del carico, ma hanno invece una funzione più dinamica, essendo paralleli al terreno e più mobili.

Nel considerare le patologie dei metatarsi è fondamentale tenere a mente la formula metatarsale, ovvero la lunghezza reciproca dei metatarsi, valutabile solo attraverso una radiografia: in alcuni casi il primo metatarso è il più lungo (index plus), mentre in altri lo è il secondo (index minus).

Inoltre è importante la formula digitale, cioè la lunghezza reciproca delle dita: in alcuni casi il primo dito è il più lungo (piede egizio), in altri lo è il secondo (piede greco), mentre in altri ancora le prime dita hanno la stessa lunghezza (piede quadrato). Questo inquadramento è importante in quanto ogni conformazione predispone ad un certo tipo di problematica, come vedremo in seguito.

Vanno considerate infine le deformità delle dita, che se deformate ad artiglio non partecipano alla distribuzione dei carichi sull’avampiede e predispongono alla metatarsalgia.

Le metatarsalgie si dividono sommariamente in meccaniche e non meccaniche.

Le metatarsalgie non meccaniche sono dovute a varie cause:

  • Infiammatorie (malattie reumatiche)
  • Infettive (ragadi, verruche plantari)
  • Vascolari (diabete, malattia di Frieberg)
  • Para-neoplastiche (cheratoma plantare, neuroma di Morton)

Le metatarsalgie meccaniche hanno una classificazione più variegata e complessa, e dipendono dal sovraccarico localizzato su uno o più metatarsi, causato da una problematica propria, oppure dall’insufficienza dei metatarsi adiacenti.

  • Sovraccarico globale dei metatarsi: è ciò che accade nel piede cavo, dove l’accentuato equinismo dell’avampiede conduce a un alterata distribuzione dei carichi, che si concentrano sull’avampiede
  • Sovraccarico del primo metatarso: esso si può verificare per condizioni specifiche del primo metatarso (index plus) oppure per insufficienza dei metatarsi adiacenti, che possono essere congenitamente più corti, oppure affetti da esiti di frattura che ne abbiamo alterato l’anatomia. Infine si può verificare in caso di piede cavo antero-interno.
  • Sovraccarico dei metatarsi esterni: questa condizione si può verificare per la particolare conformazione anatomica dei metatarsi coinvolti (più spesso il secondo o il terzo), come accade nel piede greco, nella rigidità della seconda cuneo-metatarsale, negli esiti di frattura. Spesso però i metatarsi dolenti sono normali, ma sovraccaricati a casa dell’insufficienza del primo raggio, come accade in caso di index minus o di alluce valgo. Caso a parte è l’alluce rigido, in cui i metatarsi esterni sono sovraccaricati in quanto, in assenza di una dorsiflessione sufficiente dell’alluce, il paziente è portato a supinare il piede.
  • Sovraccarico del quinto metatarso: è una condizione rara, visto che il quinto metatarso è relativamente mobile e parallelo al terreno, e solitamente si associa a quinto dito varo.

Il plantare spesso compensa brillantemente il problema, ma non lo risolve, e pertanto si è vincolati all’utilizzo del plantare.

Le terapie anti-infiammatorie hanno un effetto limitato nel tempo, mentre le infiltrazioni locali non sono indicate.

La soluzione definitiva è spesso chirurgica.

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