Ortopedia e Tramumatologia

Terapia infiltrativa

L’ortopedico deve spesso confrontarsi con patologie degenerative che talvolta traggono scarso beneficio dalle terapie fisiche, e per le quali la chirurgia non sempre è in grado di assicurare un buon risultato.

La terapia infiltrativa è un trattamento minimamente invasivo che si pone a metà strada tra la terapia fisica e il trattamento chirurgico, con lo scopo a volte di guarire la patologia, altre di alleviare i sintomi per poter eseguire un percorso fisioterapico con maggior efficacia, altre di rallentare il decorso della patologia e rimandare interventi chirurgici gravosi e dai risultati a volte incerti.

Terapia infiltrativa

Svariate patologie possono essere trattate per via infiltrativa, tra cui:

  • Condropatie focali e diffuse
  • Artrosi
  • Tendinopatia rotulea e achillea, epicondilite del gomito, tendinopatia della cuffia dei rotatori della spalla
  • Fascite plantare
  • Neuroma di Morton
  • Impingement fibroso di caviglia

Il trattamento infiltrativo si può avvalere di varie sostanze:

  • CORTICOSTEROIDI: sono potenti anti-infiammatori ad azione locale. Si utilizzano di solito in formulazione cristallina che si deposita a livello tissutale evitando la diffusione sistemica. Pertanto gli effetti indesiderati a livello sistemico sono molto limitati, anche se occorre prestare attenzione ai pazienti diabetici o ipertesi scarsamente compensati. A livello locale i corticosteroidi hanno effetti negativi sulla matrice extracellulare, contribuendo al deterioramento tissutale: pertanto possono essere utilizzati solo in maniera limitata e periodica.
  • ACIDO JALURONICO: è una sostanza fondamentale della matrice cartilaginea. Somministrata in sede articolare fornice effetti di tipo condroinduttivo (stimolo alla riparazione cartilaginea) e viscoinduttivo (lubrificazione articolare). Questi due effetti sono presenti in maniera diversa nei vari prodotti: in quelli a basso peso molecolare prevale l’effetto condroinduttivo, mentre in quelli ad alto peso molecolare prevale l’effetto viscoinduttivo.

Tali molecole si sono dimostrate efficaci anche per via peritendinea nel trattamento delle tendinopatie.

  • PRP: il Platelet Rich Plasma (gel piastrinico) è un concentrato piastrinico ottenuto dal sangue del paziente stesso. Le piastrine contengono fattori di crescita che forniscono un effetto rigenerativo ai tessuti, con beneficio dimostrato sia sulla patologia cartilaginea che tendinea.

Ovviamente i tessuti da trattare devono avere un potenziale degenerativo residuo, e pertanto questo approccio è dedicato al paziente giovane con quadri degenerativi non severi. Questo approccio rigenerativo rappresenta quindi una possibilità interessante nel giovane attivo.

  • FANS: vengono utilizzati solitamente in mesoterapia per dolori miofasciali come supporto al trattamento fisioterapico.

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